
Si tratta di un processo chimico di conversione che genera uno strato di fosfato di manganese direttamente sulla superficie del pezzo. Non è una semplice copertura applicata esternamente, ma una trasformazione controllata del substrato metallico. Questo significa maggiore stabilità, uniformità e durata nel tempo. Il risultato è una superficie microcristallina compatta, capace di migliorare il comportamento meccanico del componente senza alterarne le tolleranze dimensionali.
La fosfatazione al manganese è particolarmente indicata per componenti soggetti a sfregamento, sollecitazioni dinamiche e stress ripetuti. Ingranaggi, alberi, organi di trasmissione, bulloneria tecnica, parti motore e componenti strutturali trovano in questo trattamento una protezione efficace contro l’usura precoce. La struttura del rivestimento permette inoltre una migliore ritenzione dei lubrificanti, riducendo l’attrito e contribuendo ad aumentare la vita utile del pezzo.
La fosfatazione al manganese è la scelta giusta quando l’obiettivo è migliorare la resistenza all’usura, aumentare la protezione anticorrosiva, preparare il particolare alla verniciatura o migliorare l’affidabilità complessiva del componente. È un trattamento tecnico, concreto, collaudato in ambiti ad alta esigenza e capace di incidere direttamente sulla qualità del prodotto finito.
La nostra struttura è organizzata per gestire componenti di grandi dimensioni. Possiamo trattare pezzi fino a 2000 x 600 x 950 mm, con un peso massimo di 2.000 kg.
Sì, è particolarmente indicata per parti meccaniche soggette a sfregamento e carichi dinamici perché migliora la resistenza superficiale e favorisce la ritenzione di lubrificante.
Sì, crea una barriera protettiva che rallenta l’ossidazione. Con post-finitura oleata, le resistenze in camera salina superano le 24 ore secondo UNI ISO 9227.
Sì, possiamo lavorare componenti fino a 2000 x 600 x 950 mm per un peso massimo di 2.000 kg, previa verifica tecnica.
È raccomandata per acciai ad alta resistenza o componenti sottoposti a forti sollecitazioni, per ridurre il rischio di fragilità da idrogeno.