
L’anodizzazione dura, conosciuta anche come ossidazione anodica dura, è un trattamento elettrochimico applicato su alluminio e leghe di alluminio che consente di ottenere uno strato superficiale estremamente resistente all’usura, all’abrasione e agli agenti chimici.
Durante il processo si forma uno strato compatto di ossido di alluminio ad alta durezza, integrato direttamente nella struttura del metallo. A differenza di altri rivestimenti superficiali, lo strato anodico non viene applicato sopra il materiale, ma nasce dalla trasformazione controllata della superficie dell’alluminio.
Questo trattamento è particolarmente indicato per componenti meccanici soggetti a:
Per applicazioni che richiedono riduzione dell’attrito e proprietà antiaderenti, l’anodizzazione dura può essere combinata con impregnazione di PTFE (politetrafluoroetilene), un polimero ad alte prestazioni noto per le sue proprietà autolubrificanti.
L’integrazione del PTFE all’interno della struttura microporosa dello strato anodico permette di ottenere superfici con basso coefficiente di attrito, elevata scorrevolezza e ridotta adesione dei materiali.
L’anodizzazione dura è un processo elettrochimico che avviene tramite immersione dei componenti in bagni elettrolitici controllati.
Durante il trattamento viene generato uno strato anodico microporoso ad alta densità, composto principalmente da ossido di alluminio.
Successivamente viene effettuato il trattamento con PTFE, che avviene tramite immersione e impregnazione delle particelle di polimero nei micropori dello strato anodico.
Lo spessore dello strato ottenuto tramite anodizzazione dura varia generalmente tra:
40 µm e 80 µm
Lo spessore finale viene definito in base alle condizioni di utilizzo del componente e alle specifiche tecniche richieste dal cliente.
Possiamo trattare componenti fino alle seguenti dimensioni:
900 × 550 × 1950 mm
L’anodizzazione dura è un trattamento elettrochimico che trasforma la superficie dell’alluminio in uno strato di ossido estremamente resistente. Questo strato migliora la resistenza all’usura, alla corrosione e agli agenti chimici, mantenendo inalterate le dimensioni del componente.
L’anodizzazione dura con PTFE viene utilizzata per ridurre il coefficiente di attrito delle superfici metalliche. L’integrazione del PTFE nello strato anodico crea proprietà autolubrificanti che migliorano lo scorrimento dei componenti meccanici.
Lo strato ottenuto tramite anodizzazione dura può raggiungere una durezza compresa tra 400 e 600 HV, rendendolo altamente resistente all’abrasione e all’usura.
Lo spessore tipico del trattamento varia tra 40 e 80 micron, a seconda delle specifiche tecniche richieste e delle condizioni di utilizzo del componente.
L’anodizzazione dura viene applicata principalmente su:
Non è applicabile su acciaio, ferro o metalli non legati all’alluminio.